Passeggiata del Canova a Possagno
Km e Tempo di percorrenza: 4.1 Km | 1.15 h
Dislivello in mt (somma di tutte le salite): 124
Difficoltà: Facile
Punto di partenza: Via Canova a Possagno di fronte alla Gypsotheca
Descrizione breve: Una camminata tra natura ed arte alla scoperta del paese di Possagno: visiteremo il Tempio del Canova per poi addentrarci nel percorso natura possagnese e nell'abitato e ultimare la nostra camminata nella Gypsotheca
Passeggino/Carrozzina: No
Percorso del Canova a Possagno

Il percorso

La giornata è così così e arrivando a Possagno notiamo dei bei nuvoloni tutto attorno al massicco del Grappa ma tutto sembra diradarsi per fortuna.

Parcheggiata l'auto di fronte al Museo Gypsotheca prendiamo lo Stradone del Tempio posto di fronte e già dai primi passi notiamo sullo sfondo la cupola del Tempio canoviamo.

In breve siamo nel piazzale adiacente il colonnato dorico del tempio che è veramente impressionante mentre il campanile ci fa un pò sorridere poichè sembra storto :-). Mentre Evelina entra per visitare l'interno io me ne sto fuori con i bimbi. Le loro grida risuonano nell'ampio colonnato, sebbene ogni 3 secondi gli dica "Shhhh".

Evelina arriva e prendiamo la strada che corre a sinistra del tempio e attraversiamo il ponte seguendo le indicazione per Colle San Rocco, ma non saliamo su per la Via Crucis restando sulla sinistra. Siamo accanto ad un rudere di un edificio religioso e dopo qualche passo ecco una tabella indicare l'inizio del percorso natura.

Proseguiamo lungo questo sentiero, passiamo accanto ad una piantagione di ulivi e poi a un muretto secco in pietra. Il panorama sulla nostra sinistra per un pò resta chiuso dalla vegetazione, aprendosi a poco a poco.

Possiamo nettamente vedere la collina scavata per ottenere il materiale da costruzione dei famosi Coppi di Possagno. Tra sali scendi molto lievi il nostro cammino prosegue tra acacie, farnie ed edere rampicanti. I bimbi giocano a rincorrersi e Sebastian mi fa notare un misto tra acacia ed edera rampicante che crea sopra il sentiero una mano vegetale che sembra voler dare al viandante una pacca sulla spalla.

Attraversiamo un torrente in secca ed ecco una nuova piantagione di ulivi sulla sinistra. Qualche passo e la discesa si fa più ripida ma mai scivolosa con un fondo ben lastricato. E lungo questa discesa troviamo un tesoro (o meglio lo è per un bimbo di 1a elementare) un sasso a forma di numero 1!!!!! Naturalmente è da portare subito alla maestra di matematica. Arriviamo alla fine del percorso natura e giriamo a sinistra.

In poco tempo siamo sulla strada asfaltata e a bordo strada c'è un giardino con delle costruzioni in miniatura di alcuni monumenti come la Torre di Pisa e la Tour Eiffel, un simpatico cane segue il nostro cammino.

Giriamo verso destra e camminiamo lungo questa strada seguendo le indicazioni per Contrada Vardanega (al bivio teniamo la sinistra). Raggiungiamo un capitello della Madonna e poi proseguiamo verso sinistra dove c'è una panchina e poco dopo prima che inizi la curva prendiamo il sentiero che scende a lato di una casa. Siamo sulla strada dei Mort una sorta di sentiero natura n. 2.

Seguiamo sempre il sentiero principale senza mai deviare e in men che non si dica raggiungiamo la strada asfaltata (Via Europa) per poi andare a sinistra, di fronte a noi ecco ancora l'imponenza della cava. Costeggiamo due giardini con galline, capre, anatre e tacchini che ci seguono guardinghi, forse hanno fame e naturalmente Marco Albino e Sebastian gli corrono dietro.

Proseguiamo lungo Via Europa fino all'incrocio con Via Molinetto con l'Osteria Roer che fa angolo. Bè vista l'ora e visto che siamo a metà percorso decidiamo di prendere un tagliere per noi grandi e qualche dolcetto per i bimbi. Qui potete trovare anche prodotti tipici della zona del Grappa oltre che dolci di produzione propria come la Ghisola.

Rifocillati nel corpo ci rimettiamo in viaggio lungo Via Molinetto; Marco Albino gioca a fare l'equilibrista sul muretto mentre mamma, Samuele e Sebastian proseguono avanti a noi. Raggiungiamo il cartello di Contrada Masiere (indicazioni anche per le Malghe) e saliamo verso sinistra fino a raggiungere la Chiesa di San Francesco.

Qui andiamo verso destra lungo Via San Francesco e superato il cimitero del paese andiamo a sinistra per Via Sant'Albino da cui non deviamo mai fino a trovare davanti a noi l'entrata del Liceo Canoviano.

Andiamo a sinistra lungo Piazzetta San Pio X e siamo nuovamente di fronte al Tempio del Canova.

Da qui scendiamo nuovamente e saremo in breve al parcheggio di fronte alla Gipsoteca Canova. Se non l'avete mai vista, vi consiglio di entrare per vedere le opere del Canova e la sua casa. Merita veramente.

Io con due lanzichenecchi al seguito non mi fido :P ho paura che scoprendo che le statue sono fatte di gesso non vogliano prenderle per scriverci sulla lavagna.

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salumi, formaggi di malga, miele, marmellate, pane, biscotti, dolci

a Possagno in Via Molinetto
Per info e prenotazioni 0423 544484

Galleria Fotografica.

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Cosa vedere.

Tempio del Canova è una chiesa neoclassica edificata ai piedi del Col Draga, progettata da Antonio Canova che ne mise anche la prima pietra. Il colonnato esterno ricorda il Partenone di Atene mentre il corpo centrale il Pantheon romano. La cupola è composta da 7 file di 32 cassettoni con un rosone dorato centrale. Al suo interno sono presenti varie tele tra cui la Deposizione del Cristo dalla Croce dello stesso Canova e anche la scultura in bronzo della Pietà di Canova.

Museo Gypsotheca raccoglie l'eredità artistica di Antonio Canova, uno dei massimi esponenti del neoclassicismo. All'interno della Gypsotheca sono raccolti i modelli in gesso delle opere del Canova. Nella casa natale trovano spazio i dipinti e i disegni dell'artista. Giardino, Brolo e parco sono i luoghi in cui il Canova trasse sicuramente ispirazione per le sue opere.

Punti di ristoro

Fontana nei pressi del Tempio

Locali pubblici lungo Viale Canova a Possagno

Curiosità

La Gypsotheca nacque per volontà di Giovanni Battista Sartori, fratellastro del Canova e nominato da costui suo erede universale. Giovanni Battista Sartori uomo di chiesa di gran cultura volle trasferire dallo studio di Roma a Possagno tutte le opere incompiute, i gessi e i calchi, facendo costruire a lato della casa natia dello scolture uno spazio che avrebbe raccolto tutte le sue opere, anche per sottrarle a chi prendendo come riferimento gli studi di Antonio Canova avrebbe potuto copiarle.