Giovanni Pinarello

Giovanni Pinarello

magari starete pensando a qualcosa di losco e cupo ma in realtà stiamo parlando di ciclismo 🚴 e di Giovanni Pinarello detto "Nani".

Nato a Villorba nel 1922 in una famiglia molto numerosa (come era consuetudine in quegli anni), fu ben presto avviato all'attività di imbianchino e poi meccanico. Ma il suo sogno erano le due ruote a pedali.

Madona Grande

Per frenare l'espansionimo veneziano, nel 1508, il Papa promosse una grande alleanza di stati europei, la Lega di Cambrai, a cui aderirono anche Francia, Spagna, Sacro Romano Impero e alcuni stati italiani.

1509

Il Senato veneziano, che grazie ai suoi funzionari sapeva le cose quasi prima che accadessero, per non farsi trovare impreparato chiese al grande architetto Fra' Giocondo di visitare le città dello Stato de Tera e di fortificarle per respingere gli attacchi nemici.

Hemingway sul Piave

Durante la 1a Guerra Mondiale, dopo la disfatta di Caporetto, il Piave si ritrovò a essere il confine tra italiani e austroungarici.

La zona adiacente al fiume diventò la base di battaglioni e truppe di soccorso. Tra queste ultime c'era la Croce Rossa americana dove era di stanza l'ambulanziere Ernest Hemingway.

Albero di Natale quartier del Piave

È da ben 28 anni che ogni 8 dicembre viene acceso uno dei simboli di Natale del Quartier del Piave.

Questo albero illuminato da un migliaio di lampadine viene disegnato ogni anno sul Colle San Gallo e per dimensioni (larghezza 112mt e altezza 64mt) è il secondo albero più grande d'Italia dopo quello di Gubbio.

Il giallo di Portobuffolè

Siamo nel 1480 e quello che oggi è il più piccolo comune della marca era un centro di una certa importanza tanto da avere un podestà nominato da Venezia.

50 anni prima a Portobuffolè si era insediata una piccola comunità ebraica il cui capo era titolare del banco dei pegni.

Naturalmente le comunità cristiana ed ebraica non si guardavano di buon occhio e gli ebrei erano spesso visti come usurai. Ogni pretesto era buono per darsi addosso.

Sofia di Colfosco

La condottiera trevigiana: donna, madre e soldato

Le notizie storiche su questa figura quasi leggendaria sono molto scarse. Figlia di Valfredo Collalto conte di Colfosco e di una donna ignota visse con il padre nel Castello di Colfosco oggi distrutto.

Di spiccata fede cattolica, fu molto vicina ai templari e seppe coniugare nei territori da lei amministrati religione e sviluppo.

Madonna del Covolo

Verso la metà del XII secolo la Madonna apparve ad una pastorella sordomuta di Crespano, che per ripararsi da un violento temporale aveva trovato rifugio in una grotta ai piedi del Monte Frontal.

Nonostante la ragazza fosse sordomuta, sentì la voce della Vergine Maria che disse alla pastorella di scendere in paese e dire a tutti, che edificassero nel luogo da Lei indicato, una cappella dedicata alla Madonna.

Per poter adempiere a quanto richiesto la pastorella riacquistò la voce e l'udito.

Baruffe per San Tiziano

San Tiziano nacque attorno all'anno 555 nell'isola di Eraclea, un lembo di terra tra le foci del Piave e del Livenza, oggi scomparso.

Il giovane fu inviato ad Oderzo (il principale centro della zona) per essere educato dal vescovo San Floriano che vide a poco a poco in lui maturare la vocazione e la dedizione verso i poveri.

Divenuto vescovo di Oderzo attorno al 617 d.C. si trovò un bel pò di grattacapi da sbrogliare tra cui l'ortodossia crescente nelle chiese delle venezie, i longobardi e la povertà diffusa.

Montebelluna dea Bellona

Non so voi ma a me il nome Montebelluna ha sempre fatto venire in mente un Monte (la collina di Mercato Vecchio) da dove si potesse osservare una bella Luna...e in effetti da lassù la vista sul panorama circostante merita.

La città di Montebelluna ha origini paleovenete, il nucleo si è poi sviluppato in epoca romana grazie alla sua posizione strategica all'imboccatura della valle del Piave.
Una posizione tra pianura e Alpi che ne fece un importante crocevia di merci e culture anche nelle epoche successive.

Palazzo Gabrieli Aliprandi San Polo di Piave

A San Polo di Piave di fronte al Castello Papadopoli Giol c'è un palazzo con la facciata affrescata che si è salvato dalle distruzioni della Grande Guerra, il Palazzo Gabrieli Aliprandi.

I Gabrieli erano una nobile famiglia che custodiva un grande segreto; la convinzione di discendere direttamente dall'arcangelo Gabriele...e in effetti nel salvataggio del palazzo dalla furia dei bombardamenti l'arcangelo deve averci messo lo zampino.