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Storie e Leggende Trevigiane

Te lo ricordi il Barba Zhucon ?

Storia Barba Zhucon

Barba Zhucon in italiano sarebbe lo "zio tonto"

Ed ecco la storia...

C'era una volta una mamma che viveva con la sua bambina in una piccola casetta.
Arrivato il Carnevale la mamma decise di cucinare delle frittelle, ma gli mancava la padella. L'unico ad averla era il Barba Zhucòn un omone burbero simile ad un orco che abitava all'interno del bosco.

La mamma mandò la bimba, un pò recalcitrante, a prendere in prestito la padella dicendogli: «non avere paura, vai e prometti al Barba Zhucòn che avrà indietro la padella con un cesto di frittelle come ringraziamento».

Arrivata alla casa dell'omone, la bimba bussò ed ecco che davanti a lei si presentò un uomo davvero spaventoso. La piccola senza perdersi d'animo fece come le aveva suggerito la madre e l'uomo accettò di prestarle la padella ma aggiunse: «se non mi porterai le frittelle, verrò a casa tua e ti mangerò in un sol boccone!».

Tornata a casa, madre e figlia prepararono le frittelle, conservandone alcune in un cesto per il Barba Zhucòn .
Poi la piccola si mise in cammino verso la casa dell'uomo ma si sà...che la camminata mette appetito. La bimba mangiò una frittella pensando tra se che tanto quell'omone non si sarebbe mai occorto che mancava una fritella.

Ma le frittelle erano così buone, che la bambina senza accorgersene le mangiò tutte.
Capito cosa aveva fatto, restò dapprima senza fiato e poi cercò una soluzione. Li vicino c'era un asino che aveva appena fatto i suoi bisogni. Guardando bene vide che questi bisogni avevano la stessa forma delle frittelle e riempì il cesto con questi.

Arrivata alla casa del Barba Zhucòn, la bimba consegnò padella e cesto e corse via di corsa.
L’uomo senza neanche guardare le frittelle, ne mangiò una, ma appena messa in bocca si rese conto di cosa stava mangiando e la sputò subito. Uscì di casa e urlò: «Questi non sono scherzi da fare! Stanotte verrò a casa tua e ti mangerò in un sol boccone!».

La piccola arrivata a casa raccontò tutto alla madre che ideò subito una soluzione (le donne son proprio furbe).
Realizzò una bambola che assomigliava alla figlia e la riempì di chiodi, vetri e cocci. La notte la mise sotto le coperte al posto della figlia, nascondendo quest'ultima sotto il letto.

A mezzanotte un tuono ruppe il silenzio e la porta si aprì cigolando. Il Barba Zuchòn inizio a salire le scale: «Varda che son sul primo scalin!» (guarda che sono sul primo scalino) urlò e la mamma disse sottovoce alla bambina «Ficate soto! Ficate soto!» (vai sotto il letto).
«Varda che son al secondo scalin!», gridò ancora il Barba Zhucòn, e la mamma «Ficate soto ! Ficate soto!!»...

e così via ad ogni scalino finché l’uomo giunse alla cameretta ed entrando disse «Varda che so vissin al leto e te magno co un sol bocòn!» (Guarda che sono vicino al letto e ti mangio in un sol boccone), ma invece della bambina, l’uomo ingoiò la bambola e non appena questa arrivò nello stomaco, con il suo carico di chiodi, vetri e cocci, il Barba Zhucòn cominciò ad urlare di dolore e si gettò dalla finestra.

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