Passeggiate lungo le vie d'acqua Treviso

Sentiero del Brenta a Bassano del Grappa

Sentiero del Brenta a Bassano del Grappa
Km e Tempo di percorrenza: 10,5Km | 4h
Dislivello in mt (somma di tutte le salite): irrisorio
Difficoltà: Media
Punto di partenza: Parcheggio Scalabrini o lungo Via Volpato a Bassano del Grappa
Descrizione breve: La passeggiata dei bassanesi, una cammina lungo il fiume Brenta ricca di cose da vedere: dal grande fiume, al Pippo monumentale, al monastero di poi passando sull'altro lato entriamo nella conca degli ulivi, passiamo accanto al Museo di Hemingway e ultimiamo "idealmente" questo anello al Ponte degli Alpini
Passeggino/Carrozzina: No

Il percorso

Oggi sconfiniamo dalla Marca Trevigiana per una camminata lungo il Brenta, a Bassano del Grappa, seguendo per l'appunto il sentiero del Brenta che costeggia il fiume. Si tratta di un percorso un po' più lungo rispetto ai nostri soliti standard e, non sapendo se Samuele (5 anni) sarebbe riuscito a completarlo tutto, abbiamo deciso di portare con noi il passeggino. Eravamo ben consapevoli che, in qualche tratto, ce lo saremmo dovuto caricare sulle spalle, ma per l'avventura questo e altro! Prestate attenzione: in alcuni punti il fondo è sconnesso e le radici sporgenti richiedono un po' più d'occhio..

Partiamo dall'ampio parcheggio dei Scalabriniani (fate attenzione agli orari di apertura: sono molto ampi, ma una volta chiusi i cancelli, l'auto resta lì fino al giorno dopo!) e raggiungiamo Via Volpato, per poi svoltare a sinistra.

Lungo il muro di cinta, negli anfratti, alcuni colombi ci osservano incuriositi. Samuele, attento come sempre, crede di aver visto un uovo e mi chiede di sollevarlo per guardare meglio: in realtà è un sasso bianchissimo che, a prima vista, ingannerebbe chiunque.

Via Volpato Bassano del GrappaVia Volpato
Pittura muraleFuga Maria e Giuseppe da Egitto

Proseguendo, sopra l'entrata di una casa, notiamo una piccola pittura murale che raffigura la fuga di Maria e Giuseppe in Egitto. Facciamo la curva verso sinistra imbocchiamo il sentiero che corre più in alto; la scelta è strategica (per noi genitori), perché sappiamo bene che, se avessimo raggiunto subito la Spiaggetta Angarano, ci saremmo dovuti fermare un bel po' con la truppa; la promessa comunque è di fermarci al ritorno.

Sentiero del BrentaAgganciamo il sentiero del Brenta
Fiume BrentaFiume Brenta

Lo scorrere del Brenta ci accompagna e ci accompagnerà per buona parte del percorso. La vista sul fiume è una vera e propria attrazione per la truppa, sempre a caccia di animali: germani reali e anatre nuotano o si riposano in qualche anfratto. Sul lato opposto del fiume, Samuele nota un cigno che dorme e prova a svegliarlo, ma la "grossa voce" del fiume copre ogni suo grido.

Sempre sulla riva opposta, spunta una slanciata torre bianca, mentre voltandosi indietro si staglia netto il profilo del Castello degli Ezzelini. Camminiamo con gli occhi puntati sulla torre, che spicca inconfondibile col suo colore chiaro tra il verde degli alberi. I pareri di tutti si dividono: chi dice sia un campanile, chi la torre di un castello; mentre Marco Albino se ne frega di queste chiacchiere architettoniche e tira dritto per la sua strada, continuando il cammino.

Torre Villa Ca' ErizzoTorre Villa Ca' Erizzo
Scoiattolo sopra radiceScoiattolo sopra una radice

Sopra una radice sporgente spunta una riproduzione di uno scoiattolo. Giungiamo alla stazione idrometrica sul Brenta il cui righello giallo è l'asta idrometrica che misura il livello del fiume capendo in tempo reale la sua portata stabilendo se il fiume si sta alzando (ad esempio in seguito di forti piogge) oppure scendendo (in periodi siccitosi). Nonostante la semplicità di queste stazioni il loro ruolo è fondamentale per mettere in sicurezza anche interi paesi in caso di particolari criticità meteo.

Stazione idrometricaStazione idrometrica
Grande PioppoGrande Pioppo

Arriviamo al Grande Pioppo, un degli alberi monumentali d'Italia. Guardando la scheda informativa, Sebastian resta a bocca aperta scoprendo le multe salatissime previste per chiunque osi "toccarlo. La mamma ha poi un'idea mitica: proviamo ad abbracciarlo per vedere in quanti ci vogliono per circondarlo. I tre fratelli, da soli, non bastano; si aggiunge la mamma, ma ancora nulla... ci uniamo anche io e, finalmente, l'abbraccio è compiuto. È davvero grande e la sua chioma è maestosa.

Ce ne stiamo lì un po', tra gli sguardi divertiti dei passanti, a tentare vari tipi di abbraccio. Proseguendo, incontriamo una panchina decorata con due cuori e una civetta; dopo poco, Samuele ci richiama a gran voce: "Un orso!!!". La mia risposta è scontata: "Ma no Samuele, qui non ci sono orsi".

E invece, come d'incanto, appaiono delle splendide sculture in legno raffiguranti vari animali: una nuova sosta è d'obbligo! Tra orsi, volpi, gatti, gufi e aquile; senza dimenticare topolini, fagiani e persino pipistrelli realizzati in acciaio corten. Il sentiero diventa un museo naturalistico a cielo aperto.

Sculture di animaliGli orsi
Civetta

Proseguendo lungo il sentiero, approfittiamo di qualche passaggio aperto verso il fiume per avvicinarci alle sue acque limpide e lanciare qualche sassolino. Il fondo, però, inizia a farsi decisamente più sassoso: è il segnale che per il nostro passeggino è arrivata l'ora di viaggiare a braccia. Ovviamente, il piccolo Samuele non perde occasione per tentare di risalirci sopra a ogni nostra minima distrazione!

Lungo le sponde del Brenta diversi pescatori intenti a praticare il loro sport, probabilmente con la tecnica "a mosca". È affascinante osservarli: consiste nell'attrarre i pesci simulando, con la propria esca, il volo degli insetti o il movimento di piccoli pesciolini. Un'arte che richiede pazienza...qualità a noi sconosciuta.

Fondo sconnessoIl fondo si fa più sconnesso
Viste sul BrentaViste sul Brenta

Prendiamo una salita a sinistra e poi prendiamo subito il sentiero a destra, in men che non si dica sbuchiamo lungo una strada molto trafficata (la provinciale) ma la abbandoniamo subito restando sulla destra. Questo tratto è asfaltato, siamo in vista de campanile del Monastero di Campese che raggiungiamo in breve tempo.

Sentiero a destraSentiero a destra
Monastero Santa Croce CampeseMonastero di Campese

C'è anche un piccolo parco giochi lungo la via, ma la banda vuole proseguire. Ne approfitto per una breve deviazione solitaria: raggiungo la facciata della chiesa per una rapida occhiata e poi torno subito a riprendere la banda.

Siamo ormai al giro di boa e, in men che non si dica, raggiungiamo le case della frazione bassanese, fino a sbucare sul ponte ciclopedonale che ci porta sull'argine sinistro. Ed è proprio qui che sorge la domanda spontanea: se il fiume ci scorreva a destra, com'è possibile che fino ad ora abbiamo camminato sull'argine destro? È un dubbio che da piccolo mi ponevo spesso anch'io, e quindi conosco già la risposta: per convenzione, gli argini (destro e sinistro) si definiscono mettendosi con le spalle alla sorgente e guardando verso la foce. Quindi, tutto torna!

CampeseTra le case di Campese
Ponte Ciclopedonale sul BrentaPonte ciclopedonale

Cerchi i vini tipici del Piave?

Cantina Luigino Zago Sessantacampi

Cantina Sessantacampi

Raboso, Manzoni , Grapariol, Turchetta

vicolo C. Battisti n. 12 - Candelù di Maserada
Tel 0422 98426

Dal ponte vediamo tutto il territorio circostante; dobbiamo però prestare molta attenzione ai veicoli in transito e, restando sulla destra, andiamo a imboccare un secondo ponte sul canale di deviazione delle acque (Via Sega). Vicino all'entrata di un'abitazione c'è una vecchia cabina telefonica: la banda la osserva incuriosita, cercando di capire cosa sia. Spiego loro che un tempo non esistevano i cellulari e, se eri in giro e dovevi chiamare qualcuno, l'unico modo era usare proprio la cabina telefonica. Naturalmente vogliono subito entrarci e si divertono a leggere le vecchie istruzioni su come usare il telefono.

Vecchia cabina telefonicaVecchia cabina telefonica
Via ciclopedonale verso Bassano del grappa

Percorriamo tutta Via Sega fino all'argine e poi giriamo a sinistra. La via è asfaltata, ma riparata da una vegetazione lussureggiante. Spuntano anche diverse coltivazioni di ulivi (siamo nella Conca degli Ulivi); andiamo avanti imperterriti, anche se ormai la fatica inizia a farsi sentire. Visto il fondo asfaltato, ne approfittiamo per far salire Samuele nel passeggino.

Conca degli uliviConca degli ulivi
Giù a destra dopo parco giochiGiù a destra dopo parco giochi

Arriviamo nei pressi di un piccolo parco dove ci rifocilliamo con i panini e qualche biscotto. Qualche giro sullo scivolo e si riparte. Giungiamo a un bivio con una strada che sale sulla sinistra, ma noi restiamo sullo sterrato che scende a destra. La via si fa sconnessa: Samuele scende dalla "Ferrari" e con il passeggino in braccio percorriamo questo tratto. La discesa ci porta a un belvedere sul fiume arricchito da una scultura lignea. Un'ultima pausa e continuiamo lungo l'argine; salendo a sinistra avremmo raggiunto la Chiesa di San Bartolomeo, ma non oso proporre deviazioni: potrei essere linciato!

Discesa sconnessaLa discesa è sconnessa
Scultura ligneaScultura lignea

Questa via sbuca nei pressi della centrale idroelettrica e faccio notare a tutti che, dall'altro lato del fiume, si scorge il parco con le sculture in legno viste all'andata. Proseguiamo dritti per Via Hemingway e passiamo davanti alla Fondazione Luca, sede del Museo di Hemingway e del Wildlife Museum. Sebastian si informa subito sugli orari, incuriosito dal museo naturalistico: sarà sicuramente una delle nostre prossime tappe. Nel frattempo, Marco Albino e Samuele (che è risalito comodamente sul passeggino) iniziano a litigare; così, prendo il passeggino e, con le ruote alte, inizio a rincorrere tutti, mamma compresa, anche se mi guarda decisamente male!

Centrale idroelettricaCentrale idroelettrica
Museo HemingwayMuseo Hemingway e Wild Life

Il centro di Bassano ormai è vicino e andiamo avanti lungo Via Ca' Erizzo e poi lungo Via San Sebastiano tra case di paese, chiese e anche la sede della ditta Montegrappa. Avanti lungo Via Margnan e poi per un viottolo a destra (sassoso). Con il fiume di nuovo in vista proseguiamo a sinistra. Attraversiamo il tunnel del castello e siamo al Ponte degli Alpini da dove godiamo di un panorama stupendo.

Ormai in centro a Bassano del GrappaOrmai in centro a Bassano del Grappa
Vista dal Ponte degli AlpiniVista dal ponte degli Alpini

Pensandoci bene la banda è stata veramente brava e quindi come premio prendiamo a tutti un bel gelato. Poi ce ne torniamo ancora sul ponte a goderci la brezza, stando attenti a Samuele che non si incastri con la testa tra le colonne del parapetto del ponte.

Lungo il tratto lungo il BrentaUltimo tratto lungo il Brenta
Via Volpato Bassano del GrappaVia Volpato

Attraversiamo il ponte e passiamo nuovamente sull'argine destro del Brenta e prendiamo Via Volpato che ci permette di godere di nuove viste sul fiume e sulla città. Alla curva andiamo a sinistra e siamo all'auto.

Galleria Fotografica.

Lungo il Brenta
Lungo il Brenta
Grande Pioppo
Grande Pioppo
Scoiattolo
Scoiattolo
Fiume Brenta
Fiume Brenta
Monastero di Campese
Monastero di Campese
Vista dal ponte ciclopedonale
Vista dal ponte ciclopedonale
Cappella Villa Ca' Erizzo
Cappella Villa Ca' Erizzo
Viale Ca' Erizzo
Viale Ca' Erizzo

Track Gps

Cerchi i vini tipici del Piave?

Cantina Luigino Zago Sessantacampi

Cantina Sessantacampi

Raboso, Manzoni , Grapariol, Turchetta

vicolo C. Battisti n. 12 - Candelù di Maserada
Tel 0422 98426

Cosa vedere.

Sentiero del Brenta un affascinante percorso tra natura e arte. Un'esperienza ideale per le famiglie, che unisce la bellezza delle acque limpide del fiume a piacevoli sorprese artistiche immerse in una vegetazione rigogliosa.

Ponte Vecchio: più conosciuto come Ponte degli Alpini, è il simbolo di Bassano del Grappa. Si tratta di un capolavoro di ingegneria in legno realizzato su progetto di Andrea Palladio che, nel corso dei secoli, è stato più volte distrutto dalle piene del fiume e dagli eventi bellici, per poi essere sempre ricostruito fedelmente secondo l'impianto originale.

Il Monastero di Santa Croce a Campese, abitato dai monaci cistercensi, fu fondato nella prima metà del 1100. Il complesso rimase attivo per secoli, fino alla soppressione napoleonica, avvenuta alla fine del XVI sec. che ne segnò la chiusura definitiva.

Punti di ristoro

Locali pubblici in centro a Bassano del Grappa

Bar a Campese

Curiosità

Il nome Brenta come molto altri fiumi per i veneti è sempre stato al femminile ("la Brenta") e le sue piene distruttive e improvvise hanno dato vita al termine locale "Brentana" con il quale anche oggi si indica una piena catastrofica e devastante o anche un violento acquazzone.

Alla scoperta del territorio abbiamo camminato anche qui

Borghi, strade di campagna, sentieri e vie di paese

Nota importante

Tutti i percorsi sono presentati nello stato di fatto in cui si trovano al momento della nostra camminata. PasseggiateTreviso.it non è collegata ai percorsi elencati e declina ogni responsabilità per eventuali errori ed omissioni presenti in questa guida.
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