- Km e Tempo di percorrenza: 6,4Km | 2,5h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): irrisorio
- Difficoltà: Facile
- Punto di partenza: Parcheggio vicino alla Centrale Enel di Ca' Barsizza
- Descrizione breve: Una variante mini e tranquilla del Sentiero del Brenta, ideale per passeggini o per chi non vuole fare troppa fatica. Partendo dall'argine sinistro giungeremo al celebre Ponte degli Alpini per poi passare dall'altro lato e arrivare alla Spiaggetta Angarano, al Grande Pioppo e al Parco animali lignei. Per il rientro si segue a ritroso il percorso dell'andata.
- Passeggino/Carrozzina: Sì
Il percorso
Il nostro itinerario parte dalla Centrale Enel di Ca' Barzizza, dove un ramo del Brenta, deviato in località Pove del Grappa, dopo aver generato un po' di energia si rituffa nel suo letto principale. Il 'tuffo' è per noi un'attrazione irresistibile e ne approfitto per indicare alla banda il nostro punto di arrivo, situato proprio di fronte a noi. Marco Albino si informa subito sul chilometraggio: a detta sua, la sua autonomia non supera i 6 km!
Centrale Enel Ca' Barzizza
Via Ca' ErizzoDa lì proseguiamo lungo l'argine di Via Ca' Erizzo. Sebastian è subito attirato da due leoni posti davanti a un'entrata e corre a vedere di cosa si tratti: sono gli edifici della Fondazione Luca, che ospitano il Museo Hemingway e il Wild Life Museum. Quest'ultimo, un museo naturalistico, accende subito la curiosità di Sebastian, che ci chiede di tornare presto per una visita. Intanto, Marco Albino e Samuele (quest'ultimo comodamente in passeggino) iniziano a litigare non appena partiti. Non perdo tempo: afferro il passeggino, impenno la ruota anteriore e inizio a inseguire tutti, compresa la mamma, che mi guarda un po' storto!
Museo Hemingway e Wild Life
Impennate in passegginoLa corsa per scappare dal papà mette fine alla baruffa: scoppiamo tutti a ridere e, finalmente, riusciamo a riprendere il cammino. Poco oltre, passiamo accanto alla Cappella della Villa e alla sede della storica ditta Montegrappa, celebre in tutto il mondo per le sue preziose penne stilografiche.
Cappella Ca' Erizzo
Via MargnanProseguiamo dritti finché, dopo una curva, la vista del Brenta scompare e ci ritroviamo tra le case di Bassano, percorrendo Via San Sebastiano e poi Via Margnan. Giunti all'incrocio, giriamo a destra in Riva Margnan: ed ecco, improvviso, il Brenta che torna a farci compagnia. Svoltiamo ancora a sinistra in Via Pusterla; Sebastian, impaziente, mi chiede quanto manchi al Ponte Vecchio. Glielo indico, ma è un po' celato dalla vegetazione e fatica a vederlo. Superiamo un breve tunnel, con le possenti mura difensive degli Ezzelini che ci sovrastano sulla sinistra, e in pochi passi siamo finalmente davanti al celebre ponte bassanese.
Tunnel verso il Ponte Vecchio
Ponte degli AlpiniFoto di rito, qualche sguardo al panorama e ai dettagli architettonici del ponte, ma non posso abbassare la guardia: Samuele, non riuscendo a vedere oltre il parapetto, decide di cercare una visuale migliore infilando la testa tra le colonnine. 'Samuele, attenzione! Se la tua testa va un po' più in la, diventi un tutt'uno con le colonne e ci tocca accamparci qui."
Attraversiamo il ponte e giriamo a destra in Via Volpato. Poco dopo, imbocchiamo l'argine destro del fiume, che ci accompagnerà con il suo panorama e il suo inconfondibile fragore fino agli animali lignei. Marco Albino scruta l'orizzonte in cerca della Centrale elettrica: è la sua bussola per capire quanto manca all'arrivo. Arrivati a una curva con il Monastero degli Scalabrini, il cui muro di cinta si staglia davanti a noi, svoltiamo a destra e imbocchiamo il sentiero che corre più in alto, lasciandoci alle spalle la Spiaggetta Angarano.
Via Volpato
Fiume BrentaIn questo tratto la vista del Brenta sa sorprendere per la sua ampiezza e soprattutto per il suo scorrere. Un sentiero sterrato e ben battuto prende il posto delle vie di paese percorse fino ad ora.
Agganciamo il sentiero del Brenta
Fiume BrentaSul lato destro appare la Torre della Villa Ca' Erizzo e proseguendo troviamo sopra una radice sporgente la riproduzione di uno scoiattolo. Siamo all'ombra e chiamo Samuele chiedendogli di trovare lo scoiattolo; lui comincia a guardarsi attorno ma pur essendo davanti alla radice non riesce a vederlo. I fratelli iniziano a ridere, lui ovviamente si indispettisce e poi la mamma glielo indica...scoiattolo nero, su tronco marrone scuro e per di più all'ombra non è semplicissimo da vedere.
Oltrepassiamo la stazione idrometrica e arriviamo finalmente al cospetto del 'Grande Pioppo', uno degli alberi monumentali d'Italia. Sebastian legge la tabella informativa e resta impressionato dalle multe salatissime previste per chi osi danneggiarlo o tagliarne anche solo un ramo!
È il momento della prova del nove: riusciremo ad abbracciarlo tutto? Provano prima i tre fratelli, ma non basta; si aggiunge la mamma, ma ancora non riusciamo a chiudere il cerchio. Alla fine mi unisco anch'io e, tra gli sguardi divertiti dei passanti, riusciamo finalmente a completare l'abbraccio di questo gigante.
Stazione idrometrica
Grande PioppoIl cammino continua, ormai siamo quasi al nostro punto di arrivo e come d'incanto delle splendide sculture in legno e in corten raffiguranti vari tipi di animali si palesano davanti a noi orsi, gatti, civette, aquile, scoiattoli, fagiani e persino pipistrelli...siamo arrivati in una sorta di museo naturalistico a cielo aperto.
Sebastian mi fa notare che quello che io pensavo fosse un gufo è in realtà una civetta...si capisce dalle orecchio no???
Gli orsi
CivettaCe ne stiamo qui un bel po' a divertirci tra gli animali e lungo il Brenta. A onor di cronaca c'è anche una casetta di scambio libri appoggiata a un albero, ma la banda, in vacanza estiva dalla scuola, si tiene ben lungi dal passargli vicino: per le letture c'è tempo a settembre! Per il rientro, seguiamo a ritroso il percorso dell'andata, pausa gelato a Bassano e via verso l'auto.















