Sentiero Forcella Mostaccin, Collalto, Monte Sulder
Km e Tempo di percorrenza: 4.6 Km | 2,5h
Dislivello in mt (somma di tutte le salite): 193
Difficoltà: Media
Punto di partenza: Parcheggi in Forcella Mostaccin a Maser
Descrizione breve: Una passeggiata contro il caldo e immersa nel verde dei colli asolani con le loro numerose essenze arboree. Arriveremo ad alcuni bunker della 1a Guerra Mondiale e a dei belvedere sulla Pianura
Passeggino/Carrozzina: No

Il percorso

Forcella Mostaccin, Collalto, Monte Sulder

Fa ancora molto caldo in pianura e decidiamo di intraprendere un altro percorso sui Colli Asolani che sia per orientamento, sia per una vegetazione molto fitta saprà proteggerci dal sole. Parcheggiata l'auto varchiamo la sbarra di ferro posta a lato del cartello dei sentieri e iniziamo la nostra gita ;-) la truppa parte subito all'attacco, probabilmente si ricorda di essere già stata da queste parti poco tempo fa.

Qui c'è veramente un bel fresco e ogni tanto una leggera brezza passa veloce e ci accarezza. I bimbi sono proprio in forma, passano accanto a delle panchine ma non reclamano la pausa (la reclamano sempre anche se siamo appena partiti), proseguiamo diritti e al primo bivio teniamo la destra. Camminiamo un pochino lungo questo tratto ben battuto e poi giriamo a sinistra per il sentiero che sale, siamo sul Percorso storico del Collalto. 

Personalmente non amo molto i percorsi su trincee e bunker, amo più concetrarmi sulla natura che mi circonda e devo dire che i Colli Asolani hanno una grande varietà di essenze arboree e un verde che ti avvolge.

La salita prosegue a zig-zag, passiamo accanto ad una grotta e Sebastian si accorge di "strane" staccionate all'orizzonte. In breve siamo giungiamo ad un altare, con un crocifisso e due bunker ai lati, poco più in la dei tavoli da pic nic.

Saliamo ancora un pò per raggiungere Forcella Fraset e seguiamo le indicazioni per l'Osservatorio Marocco, passando accanto a quello che dovrebbe essere un piccolo cimitero di caduti della 1a Guerra Mondiale e da li scendiamo.

Il sentiero a tratti si fa un pò stretto, ma è sempre ben battuto e la discesa è dolce. In lontananza ecco il verso di una poiana che ci accompagnerà per tutta l'andata.  Stiamo camminando in cresta ma non vediamo nessun panorama vista la fitta vegetazione.

Andiamo avanti in quota senza mai deviare e raggiungiamo un tavolo da pic-nic, i bimbi vorrebbero fare la pausa con i mitici taralli ma riusciamo a convincerli a proseguire. Seguiamo le indicazioni per il sentiero 74 (Osservatorio Marocco).

Abbandoniamo per un pò la cresta e camminiamo lungo il versante nord, che dire...è proprio un bel fresco, e con dolci saliscendi riguadagniamo la cima dei colli. Nonostante siamo ormai vicini alla nostra meta (il Monte Sulder) lasciamo i bimbi giocare un pò lungo il sentiero: Marco si dedica alla raccolta delle foglie, mentre Sebastian sta cercando dei rami per fare il fuoco (finto ovviamente).

Qualche passo, qualche pausa, qualche passo e siamo di fronte ad un bivio dove teniamo la sinistra e al successivo teniamo la destra (proseguendo lungo il sentiero 74). Alcune ramificazioni degli alberi sono molte curiose e ci soffermiamo ad osservarle.

Poco più in la ecco delle betulle, giungiamo accanto ad una prima costruzione militare e con un altro pò di ascesa siamo all'Osservatorio Marocco e alla vetta del Monte Sulder. C'è molta afa in pianura e il panorama non è limpidissimo ma il luogo e la pace che qui si respira meritano veramente.

E' tempo di una pausa come si deve, ci sediamo tutti sulla panchina sotto la grande quercia e ci rifocilliamo con taralli, uva e formaggio. Marco inizia a giocare facendo dei disegni sulla terra mossa, mentre Sebastian è in esplorazione nei dintorni. Dalla vetta ci sono delle indicazioni su tutte le località che sono visibili da qui. Ecco nuovamente la poiana con il suo verso, non riusciamo a vederla, sarà appollaiata su qualche albero dei dintorni.

Dopo un'ora e trenta di pausa è tempo di pensare al ritorno. Prendiamo la pista che scende dal lato opposto del panorama passando accanto alla grande quercia. Alcune scalette agevolano la discesa, anche se devo tenere Marco Albino per mano per non ritrovarmelo in pianura in 3 nanosecondi. Sebastian invece sembra una cavalletta.

Finite le scalette, qualche passo e svoltiamo sul sentiero che scende a sinistra, questo tratto è un pò stretto e teniamo i bimbi per mano. In breve reincontriamo il sentiero di prima, alla base del Monte Sulder.

Iniziamo a ripercorrere parte del sentiero dell'andata, al primo bivio teniamo la destra e troviamo degli artigli di dinosauro (radici), Marco in alcuni tratti fa l'arrampicatore. Arriviamo alla tavola con panca e proseguiamo diritti.

Si cammina in quota e raggiunta un'altra biforcazione scendiamo a destra lungo il sentiero 74 per guadagnare il percorso principale "Due Rocche", raggiunta la fine della discesa (località Passaggio a Nord Ovest) proseguiamo diritti. Questo tratto è un pò impegnativo perchè il fondo è molto sconnesso, l'acqua piovana ha scavato dei profondi canali e il passo non è sempre agevole. Marco inizia a sentire la fatica e onde evitare cadute, decido di prenderlo in braccio.

Finita la discesa, proseguiamo sulla destra e passiamo accanto a un piccolo stagno. In 5 minuti ci ricongiungiamo con il sentiero dell'andata e di li all'auto.

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Cicchetti Abbazia Sant'Eustachio

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Cosa vedere

Osservatorio e area della Grande Guerra sul Collalto

Osservatorio Marocco sul Monte Sulder

Punti di ristoro

Nessuno

Curiosità

L’osservatòrio Marocco era un punto di osservazione dei movimenti austroungari sulla sponda sinistra del Piave (Monfenera, vallata del Piave dallo sbocco in pianura fino a Nervesa e quasi tutto il lato nord del Montello). Deve il suo nome ad Antonio Marocco, comandante delle truppe italiane.