- Km e Tempo di percorrenza: 3 | 1.5h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): irrisorio
- Difficoltà: Facile
- Punto di partenza: Parcheggi vicino alla Chiesa di Vallà
- Descrizione breve: Una sgambata di paese per ammirare...si è proprio il caso di dirlo...gli stupendi murales dipinti su case, edifici agricoli e capannoni del paese. Qui siamo in una "pinacoteca a cielo aperto" e la truppa che può interpretare a suo modo l'urban art di Vallà
- Passeggino/Carrozzina: Sì
Il percorso
Oggi siamo a Vallà per una camminata che il mio walking team gestirà in totale autonomia, alla scoperta dei murales che decorano il paese. Noi genitori a volte abbiamo qualche dubbio nel portare i bimbi ai musei: la fila, l'obbligo del silenzio, l'ansia che rompano qualcosa... Qui niente file, niente silenzio forzato: solo passi, colori e la libertà di scoprire l'arte tra un fosso e un muretto.
Leggendo di questa nostra nuova avventura non troverete la spiegazione "corretta" di ogni opera. Abbiamo preferito lasciar parlare i bambini, consapevoli che il significato potesse essere stravolto, ma con l'obiettivo di stimolare il loro pensiero. Volevamo che dessero un senso alle cose senza trasformarli in ascoltatori passivi.
Non vi daremo un percorso rigido da seguire. Il bello, in questi piccoli itinerari urbani, è proprio quello di perdersi, di creare un proprio "sentiero" e lasciarsi affascinare dai murales, dalle architetture delle case, dall'uomo che sta tagliando l'erba o da chi gentilmente accosta l'auto per permetterti di scattare una foto in sicurezza.
Chiesa San Giovanni Battista
PinocchioForse mi sono dilungato troppo, ma era un preambolo necessario... si parte! Approfittando di una recente attività scolastica di orienteering, ho stampato tre mappe di Vallà e ho detto a Marco Albino e Sebastian che oggi sarebbero stati loro le guide. Naturalmente le discussioni sono iniziate subito: l'uno voleva andare a destra, l'altro a sinistra! Abbiamo risolto con un "pari e dispari": ha vinto Marco Albino che, mappa in pugno, ci ha indicato la via maestra.
Marco Albino ha deciso di partire dalla grande piazza della Chiesa di Vallà e da lì prendere Via Toti. Neanche 50 metri e a sinistra appare un Pinocchio con naso lunghissimo che corre lungo la recinzione. Samuele è indeciso se questo Pinocchio ha detto una bugia bella grande oppure tante di piccole che si sono sommate. E ora come si fa ad accorciarlo?
Camminiamo lungo questa viuzza e nei pressi della scuola primaria troviamo un altro murales, Sebastian e Marco segnano una X sulla mappa a mano a mano che vedono i murales. Su una recinzione appaiono dei soldati uccello che probabilmente si stanno dirigendo ad aiutare il Generale della pittura successiva.
Murales
Segnamo le tappeGiungiamo così alla grande rotonda con la statua di San Pio X da giovane. Prendiamo Via Ca' Miane e poco dopo giriamo a sinistra per Via S. d'Acquisto, passando tra le case. Alla fine della strada ci accoglie un grande murales che ricopre l'intera facciata di un'abitazione.
Raffigura un ragazzino ed Evelina chiede a Marco Albino cosa ci veda. Lui scruta bene l'opera e dice: "È un bambino che si è strappato il cuore per ascoltarlo meglio". Evelina gli fa notare la finestra aperta, osservando che quel cuore è, in realtà, aperto al mondo.
Sebastian, forse intravedendo il rischio di una "lezione scolastica", prende piano piano il largo, mentre Samuele è decisamente più attratto dal parco giochi nel prato antistante.
Murales di Via d'Acquisto
I leoniTorniamo in Via Ca' Miane e proseguiamo a sinistra seguendo la mappa. Sulla facciata di una casa ci imbattiamo in una scena bizzarra: dei leoni vorrebbero "fregare" il pollo a un uomo durante la cena, mentre la donna, spaventata, rovescia un bicchiere. Nel frattempo, i gatti dicono ai leoni che le carote non fanno proprio parte della loro dieta.
Riguadagniamo la grande rotonda di prima e questa volta ammiriamo le "Tre Grazie" del Canova, che all'andata ci erano sfuggite. Poco dopo, su un palazzo a sinistra, Samuele esclama: "Halloween!", un uomo e una donna, circondati dalle zucche (in realtà sono fiori) sono mascherati da coniglio e da anatra.
Prendiamo la strada provinciale verso il centro del paese e su un muretto leggiamo una frase di Gianni Rodari (uno degli autori preferiti di Evelina): "Tutti gli usi della parola a tutti mi pare un buon motto. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo." A farle compagnia, ci sono numerosi pensieri lasciati dai bambini della zona.
Halloween
Gianni RodariOltrepassiamo una bella casa multicolore e giungiamo nuovamente in piazza, percorrendo Piazza Caduti e Via Molino di Ferro. Ora è Sebastian a dettare la direzione, anche perché c'è un po' di "casino" nella lettura della mappa (ovvio, se la tieni al contrario!). Vediamo una facciata con tante mucche al pascolo, poi una che somiglia molto al gioco del Tetris, anche se tutto ingarbugliato.
Nel dipinto successivo la truppa riconosce subito "Heidi" con la pecora, il gallo e una lepre che sembra aver preso il posto di Cip (l'uccellino della pastorella svizzera); c'è anche un libro, perché ad Heidi piaceva studiare... È stupefacente vedere come i bambini riescano a trovare un senso logico alle cose basandosi semplicemente su ciò che è loro familiare.
La nostra Heidi
La volpe volanteSiamo quasi alla fine del nostro itinerario: torniamo indietro per la stessa strada e imbocchiamo Via Montello. Notiamo un capannone dipinto di verde e, proprio di fronte, una scena magnifica che ci cattura tutti... tanto che restiamo un bel po' seduti ad ammirarla. Una volpe dagli occhi "vivi" fluttua nel cielo, cavalcata da uno strano corvo e trainata da una civetta. C'è pure un geco-drago e una lumaca-martin pescatore. Che vuoi di più dalla vita?
Riprendiamo Via Molino di Ferro e ci dirigiamo verso la piazza per poi svoltare su Via Ferretto. Quasi alla fine della strada appare l'opera "Il piccolo Pixel", prontamente ribattezzata dalla truppa "Minecraft"; proseguiamo fino in fondo e giriamo a destra. Un piccolo viale alberato ci riporta su Via E. Toti e, da lì, nuovamente in piazza.
Vialetto verdeSiamo alla fine e ci preme ricordarvi che non abbiamo visto tutte le opere: ce ne mancavano alcune, ma l'importante è, come sempre, la camminata e il potersi soffermare su ciò che più ci colpisce...possiamo sempre tornarci e copletare il giro.
Ad ogni opera abbiamo dato un significato tutto nostro: speriamo che gli artisti non ce ne vogliano, ma è il bello di vivere l'arte in libertà, lasciandosi guidare dalla fantasia del momento, senza voler in nessun modo sminuire il significato più profondo che ogni autore ha voluto dare alla propria opera.











