- Km e Tempo di percorrenza: 6,7 | 1.5h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): irrisorio
- Difficoltà: Facile
- Punto di partenza: Parcheggi in Via Giovanni Pascoli (di fronte al B&B Hotel)
- Descrizione breve: Una classica passeggiata di paese che coniuga il lato naturalistico del Girasile con il divertimento. Parte del percorso infatti attraverserà delle zone residenziali, alcune immerse nel verde, con i lori parchi giochi.
- Passeggino/Carrozzina: Sì
Il percorso
Quarto d'Altino è uno dei luoghi abitati più antichi del nostro territorio, che conserva ancor oggi preziose tracce di storia romana e paleo-veneta. Noi però oggi siamo più interessati al Sile e ai parchi giochi, cercando di coniugare questi due obiettivi in un'unica camminata.
Partiamo dall'ampio parcheggio di Via Giovanni Pascoli dirigendoci verso la strada principale (Via Roma). Una volta raggiunta, la attraversiamo e andiamo a sinistra fino ad agganciare il percorso Girasile (che percorre l'argine destro del fiume silente).
Camminiamo lungo questa via ammirando le anse create dal fiume. Una strana pianta attira la mia attenzione per la sua forma e chiedo subito ad Evelina cosa sia; mi risponde prontamente Sebastian informandomi che si tratta di una Coda di Cavallo... e lui come fa a saperlo?
Parcheggi di Via Pascoli
Percorso GirasileSulla sinistra, tra la vegetazione, spunta la Torre di Everardo che crea un bel contrasto con il verde circostante. Subito dopo vediamo il punto in cui il fiume Musestre si immette nel Sile: questo angolo è veramente molto suggestivo. Dall'altro lato, sopra i tetti delle case, spunta il singolare campanile di Quarto d'Altino con il suo percorso a chiocciola per salire in cima.
Subito dopo il porticciolo, Samuele è attirato da un bel salice piangente che crea con i suoi rami cadenti una sorta di capanna. Sebbene siamo appena partiti, decidiamo di fermarci un pochino per farlo divertire e lui invita subito i fratelli per il gioco della "famiglia".
Porto di Quarto d'Altino
Verso il ponte della ferroviaArriva il momento di ripartire e continuiamo lungo il "Girasile". Attraversiamo la strada asfaltata per restare sullo sterrato superando il ponte Musestre e, poco dopo, ecco che arriva il treno sull'altro ponte. Inutile dirvi che il treno genera sempre un effetto "Wow" con occhi aperti e bocche spalancate; ogni volta la mia mente vola al film "Il ragazzo di campagna" con Artemio che dice "Il treno è sempre bello"... mai frase fu più azzeccata.
Passiamo sotto al ponte della ferrovia e scendiamo dal Girasile: restando sullo sterrato a sinistra della siepe arriviamo al parcheggio dei campi sportivi. Qui andiamo a destra e giungiamo in Via Marconi, che attraversiamo per poi proseguire verso destra e successivamente girare a sinistra in Via Kennedy.
Qualche passo e continuiamo lungo la viuzza che corre a lato della provinciale. Abbiamo abbandonato il lato naturalistico della nostra camminata per addentrarci tra le zone residenziali e raggiungere gli agognati parchi giochi.
Campi sportivi Quarto d'Altino
Tralicci della ferroviaI fili della ferrovia visibile alla nostra destra lasciano perplessi i ragazzi e ne consegue una mini lezione sull'alimentazione dei treni che, senza quei fili, se ne starebbero fermi, visto che non siamo più nell'epoca dei treni a vapore.
Prendiamo Via Romagna sulla sinistra e poi andiamo a destra (Viale delle Regioni). Le zone residenziali qui sono molto ariose, con ampi spazi tra le abitazioni che non creano l'effetto "chiuso".
I bimbi, per ravvivare un po' la camminata prima del "Parco Giochi", si inventano un altro passatempo visto che stiamo camminando su un marciapiede: Sebastian deve dire "giù" o "su" e Marco Albino e Samuele devono stare sopra il marciapiede o sul suo ciglio. E così, andando sempre dritti, raggiungiamo il primo parco giochi e con esso 10 minuti di svago tra scivolo e altalena.
Gioco sul marciapiede
Parco giochiContinuiamo lungo Viale Toscanini fino a raggiungere un nuovo parco giochi per un'altra pausa strategica, e poi svoltiamo in Via Puccini. Siamo ora su Viale della Resistenza e proseguiamo verso sinistra fino ad arrivare alla grande rotonda.
Da qui avanziamo verso destra in Viale della Repubblica, passando sotto un sottopasso di corsa poiché Samuele ha sempre un po' di paura che gli caschi sulla testa. Alla nostra sinistra si aprono belle vedute sui campi coltivati.
Verso la rotonda
SottopassoSbuchiamo in Via 1° Maggio e giriamo a destra: il campanile di Quarto d'Altino è la nostra stella polare. Arrivati alla rotonda, andiamo a sinistra in Via G. Pascoli che percorriamo per circa 350 metri.
Ora dobbiamo prestare attenzione poiché dobbiamo girare a sinistra tra le case in Via Opitergium, ed eccoci a una nuova area giochi nascosta tra le abitazioni. Un bell'ambiente di socializzazione e svago per le famiglie che abitano qui di fronte.
Vista su Quarto d'Altino
Parco Giochi di Via OpitergiumMarco Albino e Samuele vorrebbero fermarsi, ma siamo un po' stretti con i tempi; con la promessa che il parco successivo sarà ancora più grande, riusciamo a convincerli a proseguire il cammino.
Guadagniamo Via Heraclia e viriamo a destra: qualche passo e i ragazzi notano subito del verde, degli alberi ma, cosa ancora più interessante, uno scivolo, le altalene e una struttura per l'arrampicata. E per me ed Evelina, finalmente, delle panchine su cui sederci e fare due chiacchiere.
Parco giochi
Ultimi passi verso l'autoMezz'oretta e forse più di saliscendi, giochi e un pianto subito rientrato, poi ci rimettiamo in marcia prendendo il percorso pedonale sul lato sinistro dei campi sportivi. Camminiamo tra le case facendo una sorta di zig-zag, poi prendiamo il nuovo viottolo di fronte alle scuole e sbuchiamo in Via Aldo Moro.
Evelina non capisce più dove si trova... le ho fatto perdere l'orientamento tra tutti questi giri a destra e a sinistra tra i "quartieri" e mi guarda perplessa. Le confermo che l'auto è quasi di fronte a noi, ma non è per nulla convinta. Attraversiamo Via Moro, circumnavighiamo lo stabile verso destra ed eccoci al grande parcheggio di Via Pascoli. Sono salvo: nessuna ramanzina per esserci persi! Anche se, a dire la verità, quando capita sono più le volte in cui ci ridiamo su.
















